Immagine esempio

I diversi modi di percepire l'Universo

Nella figura abbiamo affiancato tre disegni che apparentemente rappresentano tre oggetti celesti completamente diversi. In realtà si tratta sempre e solo della galassia NGC 300 vista però con strumenti in grado di percepire luce di diverso tipo ovvero radiazioni elettromagnetiche con lunghezze d'onda diverse. Come mai ai tre strumenti la galassia appare in modo così differente?

Per rispondere occorre riprendere il discorso della pagina precedente: abbiamo detto che le onde elettromagnetiche possiedono lunghezze d'onda molto diverse; l'occhio umano però non percepisce tutte le onde ma solo quelle la cui lunghezza d'onda è compresa in un piccolo intervallo: queste onde costituiscono così quella che noi chiamiamo luce visibile. Le altre onde elettromagnetiche con lunghezza d'onda inferiore o superiore a tale intervallo non sono  invece rilevabili dal nostro occhio e costituiscono una sorta di luce invisibile. È il caso ad esempio delle onde radio, dei raggi x, e della luce infrarossa: queste onde non sono percepibili dall'uomo se non attraverso l'utilizzo di appositi strumenti in grado di rivelarne la presenza. Rispetto a tutto l'insieme di lunghezze d'onda esistenti, l'intervallo della luce visibile è estremamente ristretto.

Riconsideriamo adesso i tre disegni: gli oggetti che si trovano nella galassia e che producono energia, emettono radiazione alle varie lunghezze d'onda con intensità diversa, a seconda dell'intensità del fenomeno fisico che produce l'emissione. Il primo disegno sulla sinistra rappresenta la galassia NGC 300 così come è vista dall'occhio umano, quindi così come è vista da un ricettore, l'occhio appunto, in grado di percepire solo gli oggetti che emettono onde elettromagnetiche la cui lunghezza d'onda è compresa nell'intervallo della luce cosiddetta visibile. Il secondo disegno rappresenta la stessa galassia come vista con uno strumento in grado di percepire la luce infrarossa. Infine la terza immagine rappresenta come appare ad uno strumento in grado di rilevare solo i raggi x: in questo caso la galassia appare come un insieme di tante bolle, ciascuna delle quali è una zona o un oggetto che emette in modo intenso raggi x.

L'Universo quindi può apparire in modi assai diversi tra loro: tutto dipende dallo strumento utilizzato come ricettore, in particolare dalla sua sensibilità nel percepire le varie lunghezze d'onda delle onde elettromagnetiche, e da quanto intensamente un oggetto emette luce a quelle lunghezze d'onda percepibili dallo strumento.

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