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 Geminga, star di Milano
 

Geminga, un nome curioso nato dall'unione di due parole: Gemini, il termine latino che indica i gemelli, e gamma. E' così che venne chiamata una stella di neutroni situata nella Costellazione dei Gemelli e forte sorgente di raggi gamma. Venne scoperta negli anni 70 da Giovanni Fabrizio Bignami e Patrizia Caraveo del CNR di Milano, i quali scherzosamente avevano pensato a un altro nome: "gheminga", che in dialetto milanese significa che "non c'è".

 

Infatti all'epoca non era ancora visibile ai telescopi e la sua presenza poteva solo essere dedotta da indizi come quelle intense emissioni gamma. Da allora i due astronomi hanno continuato a seguire la loro stella e questa, quasi a volerli ripagare di tanta fedeltà, ha regalato continue sorprese. L'ultima risale a poche settimane fa ed è stata svelata dalle osservazioni del telescopio orbitante Newton: da Geminga si estendono due code di raggi X lunghe milioni di chilometri.

 

A produrre l'emissione di raggi X sono le numerose particelle che si muovono velocemente nell'intenso campo magnetico della stella. Alcune di queste riescono però ad allontanarsi da essa, continuando ad emettere radiazione X e quindi creando le code. La loro smisurata lunghezza contrasta con le ridotte dimensioni della stella, il cui diametro è solo una ventina di chilometri. Ma pur così piccola Geminga anche stavolta ha trovato il modo di sorprendere.

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Luca Nobili


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