in breve

 

QUELLO STRANO BAGLIORE
Nel febbraio 2006 il Telescopio Spaziale Hubble individuò qualcosa che ancora oggi rappresenta un vero enigma per gli scienziati. Osservò una sorgente particolarmente luminosa in un punto dello spazio in cui dapprima non era mai stato rilevato nulla. Sette mesi dopo, lì dove quel qualcosa brillava, tornò ad esserci l’oscurità. Oggi, dopo aver analizzato tutti i dati osservativi, gli astronomi ancora non riescono a stabilire di cosa si trattasse.

 

E’ stata fatta l’analisi della radiazione luminosa, un’operazione che equivale a prendere le impronte digitali di ciò che si osserva: il risultato è che l’enigmatico oggetto non assomiglia a nessuno di quelli già studiati e non si può nemmeno stabilire se appartenga alla nostra Galassia o si trovi molto più lontano. Se si fosse trattato di una esplosione di supernova, la fase di massima luminosità sarebbe stata raggiunta molto più in fretta di quanto registrato in questo caso. C’è anche l’ipotesi della nana bianca che ruba materiale a una stella compagna diventando estremamente brillante in certi periodi. Ma in questo caso le impronte digitali non corrispondono! Forse ci troviamo di fronte a una nuova classe di oggetti o forse ci sono altre ipotesi ancora da considerare.

SPAZIO E PROSCIUTTI
Le vie delle possibili applicazioni della tecnologia spaziale sono davvero tante e talvolta sono davvero curiose. Lo spazio e un famoso marchio di prosciutto affumicato spagnolo dovrebbero avere ben poco in comune. Invece, grazie ai dispositivi sviluppati per misurare l’andamento dei liquidi nel corpo degli astronauti in condizioni di microgravità, anche la qualità del prosciutto potrà essere testata con maggior accuratezza. Si potrà infatti determinare con precisione il grado di ritenzione idrica dei prosciutti e selezionare fra essi solo quelli veramente degni del prestigioso marchio.
   
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Elena Lazzaretto