INAFIl Passaggio di Venere
 
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Il passaggio di Venere nel 2004

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... Scheda informativa D8

C'è vita su Venere e sugli altri mondi del Sistema Solare?

C'è vita sui pianeti e sulle lune del Sistema Solare? C'è vita su Venere? L'uomo non ha mai accettato del tutto l'idea che vi sia vita solo sulla Terra. Dai primordi, quando l'uomo popolava i cieli di dei, dee ed altri esseri sovrannaturali, fino alle spettacolari attività di esplorazione spaziale del XX secolo, sono stati in molti a porsi la fatidica domanda: c'è vita sugli altri pianeti?

Idee di epoche precedenti

Nel XVII e nel XVIII secolo - l'età dell'Illuminismo - non vi erano dubbi. La gente comune, gli scienziati e soprattutto i filosofi erano persuasi che vi fossero forme di vita extraterrestre (di vita intelligente, si badi bene!) sugli altri mondi, ovvero su: pianeti, lune, Sole e stelle. Ad esempio, nel suo romanzo satirico, "Micromegas", Voltaire narra come gli abitanti di Sirio scoprirono il pianeta Terra.

Posto che le osservazioni astronomiche hanno successivamente dimostrato che stelle, pianeti e lune del nostro Sistema Solare non sono entità sovrannaturali ma corpi celesti reali come la Terra, la domanda si è trasformata nella seguente: Questi pianeti sono mondi abitabili con forme di vita intelligenti? E ne è sorta un'appassionata discussione. Un'opinione molto popolare era quella che la vita sugli altri corpi celesti del Sistema Solare avesse le caratteristiche ad essi attribuite dagli astrologi. Ad esempio, gli abitanti di Marte (il pianeta della guerra) sarebbero stati forti, litigiosi e bellicosi. Gli abitanti di Venere sarebbero stati invece di bell'aspetto, cultori delle arti e dell'amore.

Marte e Venere

Marte e Venere sono stati i primi candidati a dimora di vita intelligente nel Sistema Solare poiché al telescopio presentavano alcune somiglianze con la Terra: un'atmosfera con nuvole, la presenza di stagioni (Marte), e talune conformazioni di dimensioni variabili e leggermente scure, somiglianti appunto ai continenti. La superficie di Marte presentava caratteristiche quali deserti rossi e calotte polari bianche e luminose che cambiavano a seconda delle stagioni. Per Venere, invece, risultava significativo il fatto che il pianeta fosse di poco più piccolo della Terra e densamente ricoperto da nubi. Fino alla fine degli anni '50, molti studiosi pensavano che le nuvole di Venere fossero composte da vapore acqueo e inoltre che, considerata la maggior vicinanza della sua orbita attorno al Sole rispetto alla Terra, le sue caratteristiche di superficie potessero essere tropicali. Si riteneva infatti che la superficie del pianeta fosse formata da giungle, oceani o deserti e che le sue forme di vita potessero essere simili a quelle esistenti sulla Terra nel Carbonifero e nel Permiano.

Tipo di vita

Ma che tipo di forme di vita e dove potrebbero trovarsi nel Sistema Solare? Secondo gli studi scientifici vi sono due caratteristiche principali che contraddistinguono la vita: riproduzione ed evoluzione.
In realtà, al momento si conosce un solo luogo del Sistema Solare in cui la vita si è sviluppata, e dove quindi può esistere: il nostro pianeta blu, la Terra. Lo studio della Terra ha consentito una prima valutazione del tipo di ambiente all'origine della vita. E' oggi noto che l'acqua allo stato liquido è un prerequisito chiave della vita e che la sua abbondanza sulla Terra è stato un fattore chiave nell'evoluzione della vita stessa. Appare pertanto razionale ricercare altri mondi del Sistema Solare in cui potrebbe esistere l'acqua allo stato liquido, in quanto la sua presenza è indicativa della possibilità di vita. E su questa linea è dunque opportuno chiedersi dove si ritrovino, nel Sistema Solare, le condizioni atmosferiche adatte all'esistenza di acqua (ovvero, simili a quelle della Terra).

Studi planetari

Il nostro sistema planetario è formato da: una stella, nove pianeti, più di settanta satelliti, migliaia di asteroidi e miliardi di comete. Dopo cinquant'anni di studi planetari con sonde spaziali e telescopi specifici si conoscono bene le proprietà fisiche di questi corpi celesti, le quali possono essere così riassunte:

  • Mercurio, il pianeta più interno, non ha atmosfera poiché è troppo caldo e la sua gravità è troppo debole. Le scarse tracce di atmosfera che presenta derivano dal Vento Solare.

  • Plutone, il pianeta più esterno, generalmente non ha atmosfera poiché anch'esso ha una gravità troppo debole. Solamente quando viene a trovarsi all'interno dell'orbita di Nettuno nel corso del suo viaggio di 250 anni intorno al Sole, i gas di Metano ghiacciati sublimano e danno luogo ad un'atmosfera temporanea.

  • La maggior parte dei satelliti non presenta atmosfera poiché i relativi campi gravitazionali sono troppo deboli.

  • Su Venere non vi sono elementi liquidi perché fa troppo caldo (può raggiungere una temperatura di 482° C) e la pressione è troppo alta (circa 90 atmosfere).

  • Marte non presenta liquidi in superficie poiché la sua pressione atmosferica è troppo bassa. In passato vi era però dell'acqua allo stato liquido ed è verosimile che questa possa liberarsi a seguito di processi di fusione innescati da eruzioni vulcaniche, che però non sono stati ancora osservati con nessuna strumentazione.

  • Giove, Saturno, Urano e Nettuno sono troppo freddi e le loro pressioni atmosferiche sono troppo elevate perché possa esservi acqua allo stato liquido.

  • Sul satellite di Giove, Europa, potrebbe esserci acqua al di sotto della crosta, poiché l'influenza mareale di Giove potrebbe scatenare su di esso un'attività vulcanica il cui conseguente riscaldamento potrebbe infine mantenere in vita un oceano.

  • La luna di Saturno, Titano, potrebbe avere del Metano liquido in superficie.

Allora dove è opportuno cercare?

Nel Sistema Solare le condizioni più favorevoli alla vita sono dunque da ricercarsi su Marte, Europa e Titano. Ma Venere è davvero inabitabile? Questo potrebbe essere vero per la superficie ma non per il cielo del pianeta. Alla fine del 2002, l'astrobiologo tedesco Dirk Schultze-Makuch, che lavora per l'Università del Texas a El Paso, concluse in uno studio che le nubi di Venere potrebbero sicuramente ospitare delle forme di vita. Ad un'altezza di 50 km al sopra la sua superficie, la temperatura è di soli 30-80 gradi e la pressione è simile a quella terrestre a livello del mare.

Un'ulteriore analisi dei dati registrati dalle sonde spaziali Venera e Pioneer ha evidenziato l'esistenza di un fenomeno misterioso che potrebbe essere indicativo di tracce di vita su Venere sotto forma di microorganismi. Ad esempio, le immagini ultraviolette dell'atmosfera rivelano strane macchie scure causate da qualcosa che sembra bloccare proprio le radiazioni ultraviolette solari. Un'altra anomalia è la concentrazione insolitamente bassa di Ossido di Carbonio misurata dalle sonde spaziali, che implica la seguente domanda: che cosa succede ai gas prodotti dai fulmini?

Sempre nelle stesse missioni, le sonde hanno rivelato la presenza di Acido solfidrico, composto chimico che in realtà avrebbe dovuto trasformarsi in Anidride solforosa molto tempo fa; vi è, dunque, qualcos'altro che produce continuamente nuovo Acido solfidrico. Schulze-Marbach ritiene che questo processo sia causato da microorganismi che consumano Anidride solforosa e Ossido di Carbonio (una spiegazione della bassa concentrazione di tali gas) e che secernono Anidride carbonica o Acido solfidrico. Inoltre, è possibile che forme di vita microbiche utilizzino la luce solare per tali processi, il che spiegherebbe anchele macchie scure.

E la mancanza d'acqua?

Il fatto che l'indispensabile acqua esista solamente a concentrazioni molto basse non è di ostacolo all'esistenza di cellule biologiche nell'atmosfera di Venere. Recentemente, ricercatori specializzati nello studio di geyser, pozzi petroliferi e vulcani hanno dimostrato che anche in questi ambienti estremi può esistere la vita nella forma di batteri resistenti al calore. Gli scienziati sanno da tempo che tempeste o eruzioni vulcaniche possono scagliare verso l'alto microrganismi che successivamente possono fungere da nuclei di condensazione per le nuvole. Tuttavia, la possibilità di sopravvivenza o di riproduzione a quest'altezza è stata esclusa categoricamente per tre ragioni principali: la presenza di una temperatura di meno 56 gradi, la presenza di una radiazione ultravioletta dura, perciò nociva, e l'assenza di nutrienti.

Tale teoria è stata contestata recentemente dalla specialista in studi sui ghiacci, Birgit Sattler, ricercatrice dell'Università di Innsbruck, che ha raccolto un campione di goccioline d'acqua a più di 3.000 metri d'altezza sul monte Sonnenblick, vicino a Salisburgo. Analizzandolo, ha fatto la scoperta sensazionale che circa 1.500 batteri attivi di varie forme e dimensioni popolavano ogni singolo millilitro di liquido, i quali crescevano stabilmente ogni settimana alla velocità tipica del plankton vegetale.

A differenza delle nuvole sulla Terra, le nuvole dense di Venere hanno una vita lunga. Le goccioline che le compongono - i possibili habitat dei microbi - sono più grandi di quelle dell'atmosfera terrestre e durano per diversi mesi mentre, sulla Terra, le goccioline cadono al suolo sotto forma di pioggia già dopo qualche giorno.


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Traduzione: S. Fabrizio - Supervisione: M. Messerotti - INAF-OATs

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