INAFIl Passaggio di Venere
 
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Il passaggio di Venere nel 2004

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... Scheda informativa D9

Venere nella Mitologia

Poiché Venere è l'oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna, esso è anche il pianeta più visto. In Siberia era il solo pianeta ad avere un nome ed era chiamato Cholbon. Veniva identificato sia come la Stella del Mattino, che come la Stella della Sera, e talora con qualsiasi altro pianeta fosse visibile, ad esempio Giove o Marte. E' quindi evidente che Venere fosse conosciuta fin dai tempi preistorici.

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Venere come stella luminosa che brilla nel cielo
(su concessione della BAA)

Venere e Afrodite

Venere trae il nome dalla dea romana dell'amore e della pace. Per i Greci, questa dea era Afrodite, per gli Egiziani, Iside e per i Fenici, Astrate. Venere era associata al rame (metallo di cui è ricca Cipro, isola natale di Afrodite) e veniva raffigurata a volte come un triangolo piatto, a volte con il numero cinque, e altre con il colore blu, e veniva identificata infine con il giorno Venerdì. I Sassoni usavano il nome della loro dea della fertilità, Fria, che si trasformò poi nel nome inglese di Friday (Venerdì), mentre il nome francese Vendredi indica la sua chiara origine greco-latina.

Venere/Afrodite è nota come la figlia di Cielo e Mare, ovvero di Urano e Gaia, ma è anche conosciuta come una delle figlie di Zeus, o anche come figlia della schiuma del mare.

La nascita di Venere

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La nascita di Venere di Sandro Botticelli (1485-86)
(su concessione della Galleria degli Uffizi, Firenze)

Esistono due versioni della nascita di Venere: nella prima, narrata da Esiodo, era nata prima delle altre divinità dell'Olimpo. Quando il titano Crono recise i genitali del padre di Venere (Urano) e li gettò in fondo al mare, il sangue ed il seme in essi contenuti si addensarono in forma di schiuma e galleggiarono fino all'isola di Cipro, ove Afrodite emerse dalle acque e dalla schiuma (da cui l'origine del suo nome: la parola "aphros" significa schiuma). Afrodite non aveva avuto quindi né infanzia, né fanciullezza: era venuta al mondo come una donna giovane e del tutto formata. Questa è nota come "Versione della Conchiglia".

Nella seconda versione, narrata da Omero, e nota come "Versione dei Cherubini", Venere era figlia di Zeus e della ninfa degli oceani, Dione. Andò poi in sposa ad Efesto (Vulcano) e diede alla luce dei figli; tuttavia trascurava i propri doveri domestici e coniugali poiché si dedicava quasi esclusivamente ai suoi amori con altri dei e mortali e, fra i numerosi amanti, le sono attribuiti Ares (il Dio della Guerra), la relazione con il quale è la più nota e la più duratura, e l'avvenente Adone. Era inoltre la madre di Eros (Cupido), Deimos (Terrore) Phobos (Paura) ed Armonia, la moglie di Cadmo. Uno dei suoi figli mortali era Enea, avuto dal suo amante Anchise, Re di Dardania. Anchise venne reso storpio da una saetta di Zeus quando rivelò a questi di aver amato la dea.

Afrodite e la Guerra di Troia

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Paride e le tre dee

Venere/Afrodite fu la causa indiretta della Guerra di Troia, che iniziò con una contesa il cui oggetto era la proclamazione della dea più bella dell'Olimpo. La decisione finale si era ridotta a tre candidate: Giunone, Pallade Atena, e Afrodite. Il padre degli dei, Zeus, venne eletto come giudice ma saggiamente declinò l'invito, chiedendo ai contendenti di rivolgersi ad un giovane pastore, Paride, il quale, li assicurò, sarebbe stato un giudice imparziale. A Paride non venne chiesto di decidere dopo aver guardato le dee, ma di giudicare la più bella in base al dono da esse offerto. Giunone gli offrì di diventare il dominatore di Europa e di Asia, Pallade Atena gli promise che avrebbe condotto i Troiani alla vittoria sui Greci e Afrodite gli offrì in sposa la donna più bella del mondo. Paride consegnò così ad Afrodite il pomo dorato simbolo della scelta, e la dea lo condusse da Elena di Troia, moglie di Menelao. Il rapimento di questa fu la causa della guerra di Troia.

Afrodite e Adone

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Venere e Adone

Un'altra figura importante del mito di Afrodite, è Adone. Girava voce che Smirna, la figlia del re Cinira di Cipro, fosse molto più bella di Afrodite/Venere. La moglie di Cinira si vantava infatti della bellezza delle sue figlie e finì per provocare la natura vendicativa della dea. Venere fece un incantesimo a Smirna, a causa del quale questa si innamorò del padre: una notte si recò dallo stesso mentre questi era in preda agli effetti del vino e ne rimase incinta. Quando Cinira scoprì quello che era successo, andò alla caccia di Smirna per ucciderla e proprio mentre stava sollevando la spada per trafiggerla, Afrodite trasformò Smirna in un albero di mirra. L'albero venne così spaccato in due e ne uscì Adone. Adone venne poi condotto da Persefone (la Regina degli Inferi) affinché l'allevasse ed entrambe le dee, Persefone e Afrodite, finirono per innamorarsi di lui, reclamandone ognuna la compagnia esclusiva. Quando le Muse vennero chiamate a risolvere la contesa, stabilirono che Adone avrebbe trascorso un terzo del tempo con Persefone, un terzo con Afrodite e il terzo rimanente da solo a cacciare sulle colline.

A questo punto l'indole disonesta di Venere ebbe il sopravvento e la dea usò il suo potere per fare innamorare di sé Adone ed averlo tutto il tempo con lei anziché attenersi alla decisione delle Muse. In preda all'ira, Persefone lo riferì ad Ares/Marte, il quale si trasformò in un cinghiale e sfidò Adone sulle pendici del Monte Libano, dove Adone venne incornato e lasciato morire davanti agli occhi di Afrodite la quale, ancora riluttante all'idea di separarsene, pregò Zeus di intervenire. Zeus decise allora che Adone avrebbe trascorso metà dell'anno sulla terra e l'altra metà nel regno dei Inferi.

Ishtar

Questa storia è molto simile a quella della dività Sumera Ishtar. I Sumeri, dai quali l'Astronomia greca trasse molti concetti, chiamavano questo pianeta Inanna, o anche Ishtar o Eshtar, ovvero la Stella del Mattino e la Dea dell'Amore, in particolare l'amore dei sensi e quello per la guerra e le battaglie. Nelle sue rappresentazioni la dea era alata, cavalcava un leone ed era armata di arco e frecce. Normalmente viene ritratta vicino al dio Sole, poiché si trova sempre vicino al Sole. Aveva una sorella - la sua controparte serotina, che era di guardia all'ingresso del Regno degli Inferi.

La dea sumera Ishtar

Secondo la leggenda, la dea discese agli Inferi per cercare l'anima del suo amato, Tamuz, che era morto. A mano a mano che si spingeva negli Inferi, la dea veniva privata della sua gloria dai guardiani dell'inferno. Quando arrivò al cospetto della Regina degli Inferi, viene impiccata ad un gancio per carni e lasciata agonizzare fino alla morte. La dea venne infine recuperata per volontà divina ed eletta Signora del Cielo.

Altre culture

Per i Cinesi, il pianeta era noto come Il Grande Bianco ed era associato ai metalli (in particolare all'oro), all'occidente, e al quinto giorno della settimana. L'idea di una settimana composta da sette giorni con i pianeti che ne regolano le ore ed i giorni potrebbe aver avuto origine dall'India. Gli astronomi dell'America centrale avevano una concezione simile. Per i Maya, Venere era infatti il dio della guerra che irradiava la terra con raggi cattivi, provocando morte e distruzione. Gli astronomi Maya avevano quindi misurato attentamente ogni spostamento del pianeta, costruendovi sopra un calendario rituale.

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Il calendario Maya
(concessione Corel Corporation)


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Traduzione: S. Fabrizio - Supervisione: M. Messerotti - INAF-OATs

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